lunedì 26 marzo 2012


Architettura e modernità Parte 5 - Domanda 2

Qual'è il campo di ricerca di Takis Zenatos?

a. Il ritorno dell'architettura ai materiali rurali e non lavorati.

b. L'impatto dell'elettronica nella città e nell'architettura.

c. Il riuso di materiali di scarto di altre produzioni.

d. L'impatto storiografico della seconda guerra mondiale sull'architettura

e. L'architettura della partecipazione.

Architettura e modernità Parte 5 - Domanda 3

Il tema della memoria, all'interno della posizione "post-moderna" dell'architettura:

a. Si articola tramite un estremo rifiuto della figurazione ed un forte accento sui processi di astrazione dell'architettura da forme riconoscibili.

b. Si articola attraverso una forte analisi e consapevolezza dei luoghi di intervento, interpretati e rispettati attraverso interventi che parlano sottovoce, che si mimetizzano col contesto riprendendo i profili del paesaggio naturale o di quello urbano in cui si collocano.

c. Si articola mediante la ricerca di significati popolari e riconoscibili attraverso forme radicate nelle consuetudini, dalla grande forza figurativa.

d. Si articola tramite un rifiuto delle forme e dei valori della storia. L'architettura classica viene completamente negata; il Movimento Moderno viene rifondato come nuova architettura classica.

e. Si articola mediante la ricerca di significati nuovi e nascosti tra i meandri della storia. Valori inediti e forme sotterrate da secoli di storia riprendono la luce con un movimento di carattere elitario e anti popolare.

Architettura e modernità Parte 5 - Domanda 4

Negli anni 60-70 nei paesi scandinavi si inizia a sviluppare una linea di ricerca, di cui l'intervento di Jystrup di Vandkunsten fu portatorem, che fu provvisoriamente sospesa per poi tornare a essere protagonista ai giorni d'oggi. Di cosa si tratta?

a. L'architettura bioclimatica

b. Il Cohousing

c. L'architettura mobile

d. L'ingegneria-architettura

e. L'action painting

Architettura e modernità Parte 5 - Domanda 5

L'architettura, secondo Eisenman:

a. Si struttura sempre secondo sette invarianti: elenco delle funzioni, asimettria e dissonanza, tridimensionalità antiprospettica, scomposizione quadrimensionale, strutture in aggetto, spazialità vive e fluide, continuità tra interno ed esterno.

b. Si struttura attorno ai temi dell'autocostruzione, del tessuto, dell'adattabilità e della partecipazione.

c. Deve continuare ad essere radicata attorno alle esigenze dell'uomo in un processo analogo a quello rinascimentale per cui l'uomo è causa e ragione. La riflessione sull'architettura e l'arte partono dall'uomo.

d. E' un testo per rappresentare la struttura formale di una narrazione. Non è netto risultato di posizioni antropocentriche e neanche un veicolo ideologico o sociale. Non è l'uomo a essere centrale per un'opera ma i processi linguistico sintattici che presiedevano il progetto. 

e. E' mimesi della natura.

lunedì 19 marzo 2012


Architettura e modernità Parte 4 - Domanda 1

I sei architetti del gruppo Archigram presentano la loro visione del mondo utilizzando delle tecniche quantomai innovative. Quali sono?

a. Utilizzano gli "strumenti del comunicare" come  la pubblicità, il cinema, il fumetto nel tentativo di rappresentare quel collage che è espressione della molteplicità di situazioni della società contemporanea.

b. Utilizzano gli strumenti di comunicazione più tradizionali, quali la radio e la parola scritta, per accentuare il contrasto tra l'anzianità del tramite e l'innovazione del contenuto, di quella loro rinnovata visione della società contemporanea.

c. Utilizzano la nascente televisione per diffondere spot pubblicitari che divulghino le immagini del loro mondo, in accordo con gli enti turistici inglesi per la promozione di Blackpool.

d.Utilizzano i nuovi mezzi di comunicazione per promuovere messaggi storicisti e retrospettivi, intenzionati a diffondere l'idea un recupero del passato attraverso gli strumenti del presente.

e. Utilizzano gli strumenti di comunicazione più consolidati, quali la radio e il telefono.

Architettura e modernità Parte 4 - Domanda 2

Quale atteggiamento caratterizza il pensiero degli architetti degli anni sessanta, o meglio, come si collocano rispetto al più generale panorama delle possibilità architettoniche che si vanno moltiplicando in quegli anni?

a. Un atteggiamento profondamente conservatore, frutto della disillusione maturata a seguito dei fallimenti delle teorie di quella corrente tanto innovativa che fu il Movimento Moderno

b. Un atteggiamento "totalizzante" che vede l'architettura come il risultato dell'azione di tutte le forze sinergiche che posso essere messe in campo al fine di realizzare delle nuove "opere d'arte totale" e che porterà ogni architetto all'attenzione maniacale per qualunque dettaglio e chiave di lettura che concorra alla formazione di un linguaggio.

c. Un atteggiamento "esclusivista" che porta ogni architetto a occuparsi solo di ciò che gli compete, che spinge i progettisti a restringere il campo e parzializzare la sua ricerca, concentrandola verso qualcosa di specifico, quindi verso un unico tema.

d. Un atteggiamento estremamente distruttivo nei confronti di ciò che è stato il moderni. I fenomeni degli anni sessanta si configurano come un rinascimento dal periodo buio del movimento moderno: si pongono l'obiettivo di s-macchinizzare l'architettura riportandola a rapporti più umani con la natura, stilando delle regole fisse che dettino le proporzioni tra le parti e dei riferimenti linguistici.

e. Un atteggiamento nostalgico nei confronti del passato. I progettisti vedono il terreno e devastato dalla guerra e, piuttosto che utilizzarlo come punto di ripartenza per una nuove fase di ricostruzione e implementazione delle risorse e delle possibilità, si concentrano a rivolgere un occhio malinconico verso l'operato del movimento moderno, constatando l'impossibilità di poter raccogliere i frutti di quell'esperienza.


Architettura e modernità Parte 4 - Domanda 3

Nel progetto Halen di Atelier 5, il rapporto tra gli spazi aperti collettivi e gli spazi aperti privati è determinato da:

a. La dialettica tra spazi pubblici e spazi privati che vengono contrassegnati con materiali differenti per palesare la loro funzione sociale: le aree collettive vengono situate in grandi aree verdi mentre quelle private sono delle zone lastricate che segnano il confine duro e netto tra la natura e il costruito. 

b. Un ribaltamento dei normali rapporti tra aree verdi e aree lastricate: lo spazio collettivo torna a essere in gran parte pavimentato, quasi a citare il modello di piazza medievale, mentre la cura dell'elemento naturale è lasciata alle pertinenze private che diventano delle vere e proprie soglie verdi tra lo spazio comune e quello dell'abitazione.

c. Una relazione di omogeneità, dovuta all'indifferenziato trattamento che viene assegnato a entrambi i tipi di spazio. Sia le aree collettive che quelle private sono elementi allo stesso modo appartenenti alla natura, dei veri e propri vassoi verdi sui quali gli edifici, elementi della costruzione, vengono posati come figure su uno sfondo.

d. Il rapporto tra gli spazi serviti e quelli serventi all'interno dell'edificio. Lo stesso tipo di relazione e proporzione deve essere matematicamente riportato nella proporzione tra le aree aperte private e quelle collettive.

e. Una serie di ricerche che prendono le mosse dal funzionalismo e mettono a punto un modello di città ancora più macchinista di quello del movimento moderno.

Architettura e modernità Parte 4 - Domanda 4

Di quale strumento innovativo si avvale Kevin Lynch per individuare le cinque categorie della città di cui scrive nel 1959 ne "L'immagine della città"?

a. La stesura di una corrispondenza epistolare con gli architetti del Team X. 

b. Il dibattito durante il CIAM

c. L'intervista

d. La dialettica regola/variazione, derivata dai principi della filosofia dello Strutturalismo

e. Il televoto

Architettura e modernità Parte 4 - Domanda 5


Le case basse di Sauer, realizzate a Society Hill, Philadelphia, negli anni 60, organizzano un vero e proprio tessuto all'interno del quartiere che è il risultato di:

a. Il desiderio dell'amministrazione di sfruttare la strategia del low rise-high density per realizzare lottizzazione a densità fondiaria sempre minore.

b. La volontà di avere un segno forte e riconoscibile, ovvero quello di un margine più compatto lungo le strade preesistenti, la cui articolazione sia indifferente alle attività che si svolgono lungo quelle direttrici e includa al suo interno un mondo fatto di soli spazi individuali, dove non è lasciato respiro a nessun tipo di attività o luogo collettivo.

c. La volontà del progettista di mantenere la struttura urbana preesistente, imponendo ai propri edifici di seguire costantemente il margine del lotto, definendo un vero e proprio recinto che contenesse al suo interno un mondo di situazioni completamente slegate dall'esterno, sia funzionalmente, sia socialmente, sia formalmente

d. L'intenzione di mantenere la struttura urbana preesistente che fa sì che i diversi scenari dei percorsi pedonali e collettivi trovino luogo all'interno del lotto, dove variazione spaziale degli spazi aperti si configura grazie alla ripetizione del singolo modulo a L, che definisce così dei piccoli ambiti verdi, degli spazi di soglia tra le aree collettive e quelle private.

e. L'intenzione di negare la strategia del low rise-high density per proseguire nella concezione del mito macchinista

lunedì 12 marzo 2012

Architettura e modernità Parte 3b - Domanda 1

L'architettura di Louis Kahn rappresenta un nodo fondamentale nella storia dell'architettura del Novecento. 
Eero Saarinen, autore dell'Auditorium Kresge a Cambridge, come del Terminal della TWA all'aeroporto JFK di New York, fu membro della giuria di un importante concorso internazionale:

a. Il concorso per il Centre Georges Pompidou, a Parigi, nel 1971.

b. Il concorso per la Stazione di Santa Maria Novella, a Firenze, nel 1932.

c. Il concorso per il Monumento ai Martiri delle Fosse Ardeatine, a Roma, nel 1944.

d. Il concorso per la Sidney Opera House, a Sydney, nel 1956.

e. Il concorso per il Chicago Tribune, a Chicago, nel 1922.

Architettura e modernità Parte 3b - Domanda 2

La Cappella di Ronchamp di Le Corbusier:

a. E' la conferma del fatto che la ricerca architettonica di Le Corbusier, dagli anni Venti agli anni Cinquanta, è rimasta assolutamente immutata.

b. E' la prova del fatto che la ricerca architettonica di Le Corbusier, dagli anni Venti agli anni Cinquanta,
 ha subito delle evoluzioni e dei ripensamenti, ma non ha mai rinunciato alla realizzazione dei "cinque punti".

c. E' la conferma del fatto che anche grandi maestri come Le Corbusier possano attraversare una fase "eclettica".

d. E' la prova del fatto che L'unità di abitazione di Marsiglia è un importante punto di svolta della ricerca di Le Corbusier, in quanto segna l'inizio del percorso brutalista dell'autore, che, nella Cappella di Ronchamp, opera un semplice esercizio di stile per provare all'Europa che il brutalismo era il nuovo linguaggio dell'architettura contemporanea.

e. E' il simbolo dell'azzeramento e della capacità di ricominciare di Le Corbusier, che riesce ad allontanarsi dalle sue teorie degli anni Venti, tra cui i famosi "cinque punti", formulando una nuova architettura, non asettica come una macchina ma espressiva e carica di significato.

Architettura e modernità Parte 3b - Domanda 3

L'architettura di Louis Kahn rappresenta un nodo fondamentale nella storia dell'architettura del Novecento. 
Quali furono gli effetti che i suoi edifici e le sue teorie avranno nei decenni successivi?

a. Un avvicinamento dell'architettura al suo aspetto costruttivo-strutturale che, tra l'altro, aiuterà quel processo di scioglimento del nesso forma-funzione, risolvendolo in favore della forma, in un processo che lascerà architetti e ingegneri liberi di cimentarsi nella realizzazione di strutture di grande forza plastica, libere dai paradigmi funzionali che erano stati lasciati dal Movimento Moderno.

b. La diffusione in Europa degli ideali americani, già citati dalle architetture di Wright, e la rivalutazione dello stesso Wright oltreoceano.

c. Un avvicinamento dell'architettura ad altre discipline come la musica, la poesia, la letteratura, in sinergia con le quali i nuovi edifici saranno in grado di portare avanti nel mondo i valori degli USA durante la Guerra Fredda, in contrapposizione a quelli promossi dal Blocco Sovietico.
d. Un allontanamento dell'a ricerca architettonica dalle tematiche strutturali e impiantistiche, in luogo di un ritorno ai caratteri di un'architettura primitiva, brutale, etica; allontanamento che innesca un processo che porterà architetti e ingegneri a cimentarsi nella realizzazione di strutture per lo più lignee, libere dai condizionamenti delle tecnologie del ferro e del cemento armato; costruzioni che cercano così di liberarsi dalla pesante eredità dell'Età della Macchina e del Movimento Moderno.

e. La diffusione in Europa del rinnovato valore della storia, visto come l'elemento ispiratore che porterà ingegneri e architetti dei decenni successivi a cimentarsi nel tentativo di ricreare i sistemi strutturali più innovativi del mondo classico, nelle loro dimensioni e tecnologie originarie . 

Architettura e modernità Parte 3b - Domanda 4

Di quale paese è originario Louis Kahn?

a. Negli Stati Uniti di America

b. In Germania

c. In Inghilterra
d. In Canada
e. In Estonia

Architettura e modernità Parte 3b - Domanda 5

Con il soggiorno di un anno presso l'Accademia americana a Roma, Louis Kahn ha l'occasione, negli anni Cinquanta, di viaggiare per il Mediterraneo e conoscere le culture dell'antichità. Di ritorno da questa esperienza, la ricerca architettonica di Kahn sembra prendere nuove direzioni fino a poterla definire:

a. Profondamente formalista in quanto riprende le forme della tradizione classica studiate nel Mediterraneo e le ripropone nel contesto americano slegandole da qualunque sia il loro contenuto o la loro funzione, al solo fine di farle reagire con l'osservatore, con intento di rottura rispetto al funzionalismo che Gropius aveva portato negli Stati Uniti.

b. Estremamente funzionalista poichè la "form"è l'unico elemento che può incarnare quello spirito della collettività tanto forte nell' agorà greca come nel foro romano, a prescindere dalla funzione vera e propria che l'edificio è chiamato a svolgere. Non importa se uno spazio sia servente o servito, se gli impianti o la struttura o i dispositivi di un'architettura siano integrati o meno, l'unica compito dell'architettura è recuperare le forme del passato e combinarle insieme per rafforzarne il significato evocativo.

c. Assolutamente formalista poichè la forma segue il significato e il significato è la funzione, nel senso più aulico e simbolico del termine, non nell'astratta accezione del Movimento Moderno; la funzione è il significato e il significato è l'istituzione.
d. Profondamente funzionalista poichè la forma segue la funzione, nel senso che la funzione dell'architettura è quella di raccontare le forme della storia. Quegli elementi geometrici derivati dal passato diventano, in realtà, la funzione stessa dell'architettura, intesa come un costante omaggio agli elementi della tradizione, nel loro significato storico di testimonianza e mai con accezioni di carattere sociale.

e. Profondamente funzionalista nel senso che la forma è solo ed esclusivamente generata dalla funzione nel senso più utilitaristico del termine. Gli edifici sono generati solo dalla loro distribuzione interna che prende forma nel modo più razionale possibile tra le astratte griglie strutturali che fanno solo da scheletro costruttivo all'architettura, senza interagire con la sua essenza.

lunedì 5 marzo 2012


Architettura e modernità Parte 3 - Domanda 1

L'azzeramento dei linguaggi ai minimi termini che influisce sulle scelte di Le Corbusier per l'Unità di Abitazione di Marsiglia e che sarà fondamentale per la definizione del "Brutalismo" anglosassone, deriva da:

a. Deriva dalla crisi che la seconda guerra mondiale ha scatenato in tutta Europa e non solo. La quantità di morti e di distruzione prodotte dall'implementazione delle nuove tecnologie e dall'inneggiare alla civiltà della macchina, ha lasciato un segno profondo in intellettuali e professionisti che sentono il bisogno di ricominciare, ripensare, ridefinire. Questo processo porta alcune personalità a dedurre che il nuovo punto di inizio sia l'azzeramento del linguaggio ed il ritorno ad una sorta di espressività più primitiva, più vera, più etica.

b. Deriva dalla crisi che la seconda guerra mondiale ha scatenato in Europa poichè i committenti non avevano più le disponibilità economiche per potersi permettere finiture pregiate e quindi chiedono agli architetti di utilizzare materiali nudi. Gli architetti, in risposta, provano a trovare una loro giustificazione linguistica al problema di natura economica dichiarando di aver spogliato linguaggi e materiali per loro scelta.

c. Deriva dalla crisi che la Guerra Fredda scatena in tutto il mondo. La netta contrapposizione del blocco sovietico a quello atlantico fa sì che i linguaggi debbano per forza omologarsi ai principi predicati dall'una o dall'altra fazione. L'adozione della Russia degli 'ismi' degli anni venti ha fatto sì che i Paesi Europei che appoggiavano l'America, dovessero necessariamente rinunciare a tutte le conseguenze delle avanguardie e riformulare un nuovo linguaggio che segnasse il loro ripartire da zero.

d. Deriva da una violenta reazione che fu scatenata dalla mostra di al Moma di New York sull'"International Style". Il fatto che l'esposizione di Philip Johnson trasformasse di fatto le delicate e raffinate ricerche del Movimento Moderno in uno "stile" indignò a tal punto Le Corbusier che, per prendere le distanze da Philip Johnson, decise di rifiutare tutta la sua produzione e teorizzazione precedente e formulare una nuova architettura basata su un nuovo linguaggio ridotto ai minimi termini.

e. Deriva dalla crisi che la seconda guerra mondiale ha scatenato in tutta Europa e non solo. I tanto affermati effetti della rivoluzione industriale, così come l'estetica della macchina, avevano portato armi e distruzione a tal punto che gli stessi industriali e protagonisti del mondo della produzione decisero di smettere le attività per un certo numero di anni. In questo modo crearono una scarsissima reperibilità dei materiali, costringendo gli architetti ad utilizzare materie ridotte all'osso, poichè le finiture non venivano più prodotte e quindi immesse sul mercato.

Architettura e modernità Parte 3 - Domanda 2

Nel Mausoleo delle Fosse Ardeatine di Roma, che ruolo ha la luce naturale?

a. La luce naturale è un vero e proprio elemento della composizione architettonica che si carica di significato poichè copre con i suoi raggi tutte le bare allineate al suolo che sono appositamente e liberamente lasciate esposte al cielo, in modo da essere investite dai raggi solari per tutte le ore della giorno. La luce è quindi l'elemento di denuncia di quanto accaduto, un fascio rivelatore di quell'orribile massacro.

b. La luce è un aspetto del progetto assolutamente trascurato e trascurabile. Non viene prestata alcuna attenzione nè all'illuminazione naturale nè a quella artificiale.

c. La luce naturale è del tutto assente perchè la scelta dei progettisti è stata quella di voler utilizzare solo l'illuminazione artificiale. Il grande masso poggia direttamente sui bordi dello scavo senza far filtrare neanche un raggio di luce solare. All'illuminazione artificiale il ruolo di far luce, tramite la tecnologia, sulle conseguenze di una catastrofe naturale come quella della frana che uccise i 335 operai. 

d. La luce naturale si infiltra nello scavo tramite una serie di lucernai applicati sul masso stesso; acquisisce un significato particolare poichè è chiamata ad allegerire il peso dell'eccidio del '44 sugli stessi caduti e sui familiari in visita.

e. La luce naturale si infiltra nello scavo tramite un'asola opportunamente lasciata tra lo scavo e il masso sospeso. Va così a definire un'orizzonte sottile, difficile da raggiungere, ma allo stesso tempo luminoso, quindi con una possibile, seppur remota, apertura alla speranza.

Architettura e modernità Parte 3 - Domanda 3

Con la seconda guerra mondiale, Mies Van der Rohe, come altri, si reca negli Stati Uniti dove, però, le sue architetture  maturano delle differenze importanti rispetto a quelle degli anni precedenti. Quali sono?

a. L'interesse per le trasparenze, quindi l'uso di ampie vetrature e l'avversione per la decorazione applicata sono solo recenti intuizioni, raggiunte con la maturità degli anni Cinquanta.

b. La propensione per spazialità orizzontale è un'importante novità comparsa per la prima volta con il progetto della Crown Hall dell'IIT, che si contrappone alle realizzazioni europee caratterizzate, al contrario, da una forte verticalità e da andamenti mistilinei sia in pianta che in alzato.

c. Una volta arrivato negli USA, Mies si dedica alla progettazione di edifici per lo più in acciaio e vetro, rompendo quella linea di ricerca basata sul recupero degli impianti strutturali a capriate lignee che avevano caratterizzato tutte le sue realizzazioni europee. 

d. La scomposizione degli elementi di articolazione continua dello spazio aveva portato Mies alla formulazione di una nuova spazialità che si configurava come un continuum interno/esterno, come uno spazio che generava sensazioni differenti a seconda del punto in cui veniva vissuto. Le più recenti realizzazioni americane si caratterizzano, invece, per una ben più netta distinzione tra il dentro e il fuori e per la spersonalizzazione degli spazi che diventano assolutamente indifferenziati e uguali a sè stessi.

e. L'attenzione per l'architettura organica e la successiva collocazione di Mies tra le file dei seguaci di Frank Lloyd Wright portano l'architetto tedesco a produrre opere integrate con la natura e che riflettano gli ideali democratici americani cantati anni prima dal poeta Walt Whitman.

Architettura e modernità Parte 3 - Domanda 4

La casa sul lago a Muuratsalo di Alvar Aalto viene descritta come frutto di una serie di rapporti basati sul concetto di "mediazione". Questo significa che:

a. Il rapporto tra committenza e architetto non aveva bisogno di particolari mediazioni in quanto la residenza apparteneva allo stesso Aalto. Piuttosto il progetto si è configurato come il frutto di una serie di compromessi tra Aalto e l'impresa costruttrice, che hanno portato a un edificio che è, fondamentalmente, un prodotto linguisticamente più appartenente al costruttore che all'architetto.

b. Tutto il progetto è stato frutto della stretta collaborazione tra il committente e l'architetto, il cui progetto è divenuto una sorta di strumento di mediazione tra le volontà della richiesta e le proprie scelte linguistiche.

c. Il rapporto tra l'interno e l'esterno è sempre mediato da alcuni elementi, non è mai diretto. Questa mediazione si ottiene tramite la reinterpretazione della tipologia a patio, trattando la corte come uno spazio di soglia, un filtro tra il dentro e il fuori, prolungando i muri della casa all'esterno, usando il recinto e l'involucro della casa stessa come elementi di mediazione con il paesaggio.

d. Alvar Aalto riporta all'interno della sua stessa casa quegli elementi di arredo da lui stessi disegnati, tramite la mediazione tra le tecniche dell'Iittala ed i suoi disegni.

e. Il rapporto tra l'interno e l'esterno è sempre diretto, si tratta di un contatto tra il dentro e il fuori della casa in cui è l'uomo stesso il tramite che riunisce paesaggio e architettura che, però, sono concepiti come due elementi distinti e in antitesi. 

Architettura e modernità Parte 3 - Domanda 5

In che cosa il Brutalismo della Scuola Media di Hunstanton di Alison e Peter Smithson testimonia i nuovi principi etico-architettonici del dopoguerra?

a. Nella volontà di imitare gli edifici dell' IIT di Chicago, di Mies Van der Rohe

b. Nel rivelare l'organizzazione planimetrica, mostrare gli impianti e la struttura, nel rivelare i materiali cosi come sono senza trattarli.

c.  Nell'essere proporzionato secondo le relazioni armonico-auree su cui Le Corbusier aveva impostato il suo Modulor.

d. Nell'utilizzare le trasparenze come simbolo di democrazia e le pareti opache come simbolo dell'offuscamento della cultura. 

e. Nel nascondere gli impianti, la struttura e tutte quelle derivazioni del mondo industriale che hanno prodotto il disastro tecnologico-bellico della seconda guerra mondiale.

Architettura e modernità Parte 2 - Domanda 1

Negli anni Trenta, Wright indirizza la propria ricerca verso il tema della casa a costo moderato, proprio come stavano facendo oltreoceano gli architetti europei più impegnati.
Tra vari spunti e soluzioni, una cosa accomuna la ricerca europea e quella americana:

a. Entrambe le ricerche sono commissionate da partiti politici attivi nella difesa dei ceti sociali più svantaggiati.

b. Molte proposte europee  sulla casa cercano di sposare la spazialità e l'organicità delle realizzazioni americane di Wright.

c.  Entrambe le esperienze non ebbero alcun tipo di seguito e rimasero solo formulazioni teoriche che non trovarono mai riscontro in realizzazioni pratiche.

d. Entrambe prevedevano spesso il ricorso alla tecnologia del ferro e del vetro.

e. Entrambe prevedevano spesso l'impostazione dell'alloggio su una pianta al L.

Architettura e modernità Parte 2 - Domanda 2

La città di Wright:

a. E' una città basata sulla definizione di confini, dove la zonizzazione diventa un aspetto fondamentale in quanto traduzione in urbanistica dei principi di funzionalismo studiati sulle residenze.

b. E' una città densificata e indifferenziata che si appoggia sul territorio come un tappeto con una propria logica, indifferente al paesaggio e agli elementi naturali e che risponde solo a logiche di tipo economico e costruttive.

c. E' una città densificata in cui, però, si cerca di riportare i valori tradizionali americani; si rifiutano i confini e le zonizzazioni e si progetta una città libera dalle intrusioni della civilizzazione, che viene vista come possibile negazione delle linee guida delle comunità religiose di contadini e artigiani che devono trovarvi insediamento.

d. E' una città diffusa e dispersa nel territorio, in cui non c'è alcuna rigida zonizzazione, in cui gli elementi naturali si insinuano e rompono le tessiture; una città basata sul concetto della bassa densità insito nella cultura più tradizionale americana.

e. E' una città diffusa in cui si rifiutano i confini delle zonizzazioni al fine di progettare un luogo libero dalle intrusioni della civilizzazione, che viene vista come possibile negazione delle linee guida delle comunità religiose di contadini e artigiani che devono trovarvi insediamento.

Architettura e modernità Parte 2 - Domanda 3

L'esperienza delle Prairie Houses di Wright:

a. E' lo strumento con cui Wright introduce oltreoceano il purismo europeo.

b. Riflette in pieno lo spirito americano non solo nel nascere in un contesto tipicamente statunitense ma anche nell'approccio che lo stesso Wright ha nei confronti dei suoi lavori. Non si cerca la definizione di una scuola o di un tipo architettonico, ma si elabora un metodo che provi la sua capacità di orientare le proprie scelte in linea con pochi principi. Questo metodo si traduce nella formulazione di una griglia critica.

c.  Riflette in pieno lo spirito americano non solo nel nascere in un contesto tipicamente statunitense ma anche nell'approccio che lo stesso Wright ha nei confronti dei suoi lavori. Non si cerca la definizione di una scuola o di un tipo architettonico, ma si elabora un metodo che provi la sua capacità di orientare le proprie scelte in linea con pochi principi. Questo metodo si traduce nella formulazione di una griglia spaziale. 

d. Consiste nella realizzazione di una serie di case a schiera nel Connecticut.

e. Nega in blocco lo spirito americano poichè si ripropone di introdurre le novità delle avanguardie europee nei contesti più tradizionalisti dell'america centro-settentrionale, conducendo una vera e propria lotta contro i valori americani e portando la bandiera del neoplasticismo, dal quale Wright apprenderà il tema della rottura della scatola.

Architettura e modernità Parte 2 - Domanda 4

Il rapporto struttura - architettura per Frank LLoyd Wright ebbe molta importanza in quanto:

a. La struttura è un elemento che influenzava in modo determinante le scelte architettoniche che non potevano avere in nessun modo autonomia rispetto all'impianto strutturale, ma che erano necessariamente chiamate in causa come logica conseguenza di un processo tecnologico

b. La struttura è completamente slegata dal resto dell'organismo architettonico; è il sostegno che permette libertà totale nella scelta delle tamponature così come nelle altre scelte di carattere architettonico. Non collabora nè coi linguaggi nè con le spazialità dell'architettura, ma è un semplice sostegno statico.

c. La questione strutturale fa parte di quella eredità di segni e valori dell'infanzia di Wright che lo rendono un architetto portatore dei valori della "libertà" americana.

d. La struttura e l'architettura sono fattori nè legati, nè slegati del tutto. Sono interdipendenti poichè parti portate e portanti fanno parte dello stesso gioco architettonico e di uno stesso sistema unitario sia di segni che di spazi.

e. Il rapporto tra struttura e architettura fu oggetto di moltissime pubblicazioni dell'autore, il quale, non avendo mai realizzato molto, si limitava all'indagine teorica piuttosto che alla pratica di progettista.

Architettura e modernità Parte 2 - Domanda 5

Frank Lloyd Wright dedicò,nel 1938, un fascicolo di "Architectural Forum" a:

a. Le Corbusier e Gropius

b. Gropius e Mies

c. Sullivan e Adler

d. Sullivan e Loos

e. Le Corbusier e Mies