lunedì 16 aprile 2012

Architettura e modernità Parte 7 - Domanda 1

La lettura urbana di Rem Koolhaas getta le basi su un quadro discontinuo composto da alcune delle ricerche già portate avanti negli anni precedenti. Quali?

a. Sull'urbanistica di Le Corbusier, su L'architettura della città di Aldo Rossi e sugli studi sulle città romane.

b. Sull'esperienza di Constant, dell'architettura radicale e di Robert Venturi.

c. Sulla Broadacre City di Wright e sugli studi sulle città diffuse sul territorio.

d. Sull'esperienza delle città giardino inglesi e sui principi di un disporre gli edifici delle città con l'orientamento ottimale.
 
e. Sull'esperienza degli architetti ingegneri, del coevo Calatrava e sullo studio dell'espressionismo tedesco.

Architettura e modernità Parte 7 - Domanda 3

A cosa si riferisce il termine "decostruttivismo"?

a. Al totale rifiuto delle ricerche delle avanguardie del primo Novecento, tra le quale il Costruttivismo russo viene preso come esempio negativo per antonomasia e condannato per le sue logiche assemblatorie ed il suo stretto legame con il mondo industriale e meccanizzato.

b. All'intenzione di de-costruire l'architettura, nel senso di pensare a progetti meno impattanti sul paesaggio e quindi meno costruiti, nel tentativo di raggiungere l'obiettivo di un'architettura a "volume-zero".

c. Alla decostruzione del filosofo Derrida che cambia il modo di vedere un "testo" da un insieme di meccanismi rivolti verso sè stessi, ad un sistema aperto al cambiamento e a nuove regole interpretative. Così l'architettura decostruttivista, seppure giochi con l'ambiguità del contenere il "costruttivismo" all'interno del suo nome, ribalta i significati più tradizionali dell'architettura e li apre a nuove interpretazioni se non , addirittura, a nuovi contenuti.

d. All'intenzione di costituire un nuovo stile che de-costruisca i precedenti, nel senso che scardini quella pluralità di tematiche e metodologie messe a punto nei decenni appena trascorsi, nel tentativo di ricostruire un unico nuovo stile, un unico nuovo modo di procedere e quindi unicità di significati alle azioni progettuali.
 
e. Al rifiuto degli aspetti tettonici costruttivi dell'architettura che negli ultimi anni si stavano traducendo in una ricerca tecnologica che apriva sì molte possibilità espressive ma che distoglieva troppo l'attenzione dai contenuti dell'architettura, puntando i riflettori sui soli contenitori e sui meccanismi tecnico-meccanici che ne avevano permesso la realizzazione.

Architettura e modernità Parte 7 - Domanda 4

Su cosa è incentrata la ricerca di Herozg e De Meuron e quali sono le strategie progettuali che gli consentono di perseguirla?

a. Sull'involucro: sulla superficie esterna dell'edificio come racconto della storia di un edificio e del suo contesto, come palinsesto degli strati e dei sostrati che la compongono. Per esaltare questa componente gli architetti si concentrano sulla progettazione di elementi scatolari, geometricamente definiti, in cui la disaggregazione e scomposizione è ridotta ai minimi termini, se non addirittura azzerata per lasciare spazio alla lettura della pelle esterna.

b. Sull'involucro inteso come una pelle umana che respira e che, quindi, deve fare in modo che l'edificio viva di vita propria senza l'ausilio di apparecchiature impiantistiche che provvedano al suo fabbisogno. Per conseguire questo fine, gli architetti indagano le possibilità della progettazione bioclimatica come linea guida delle scelte di carattere compositivo-architettonico, al fine di ottenere un edificio che respiri da solo.

c. Sulla copertura: la loro ricerca si concentra sul tema del tetto come elemento di riparo e protezione dell'uomo, e quindi sul carattere domestico dello spazio architettonico che deve rassicurare, essere riconoscibile e circoscritto.

d. Sull'involuvro inteso come strumento chiave della dialettica tra contenuto e contenitore. Il contenitore diviene una sovrastruttura indipendente dal luogo, dal programma, dal contenuto nel senso più vasto; questa indipendenza è una dichiarata volontà di ambiguità e negazione del rapporto forma-funzione, ottenuta attraverso una forte cesura tra l'involuvro e l'edificio che, spesso, rischia di prendere forma attraverso un puro decorativismo.
 
e. Sulla copertura: il campo di indagine di Herzog e De Meuron si concentra su quale sia il rapporto tra la copertura di un edificio e la copertura del suolo, che sia pavimentata, verde, incolta etc. L'indagine sulla relazione continua tra suolo e architettura si traduce nella progettazione di superfici continue che servono prima da vassoio per gli spazi pubblici a terra, poi da tetto per gli spazi pubblici all'interno dell'edificio stesso.

Architettura e modernità Parte 7 - Domanda 5

Qual'è il tema nuovo che la Fondazione Cartier, realizzata da Jean Nouvel a Parigi, pone sul tavolo del dibattito architettonico di quegli anni?

a. La progettazione assistita dall'informatica: come il computer ed i software di modellazione possano guidare l'architetto nella genesi della forma architettonica, al fine di ottenere risultati linguisticamente inediti ed inaspettati.

b. L'uso dell'impiantistica a vista, non più come aspetto estraneo all'architettura, e per questo da nascondere.

c. L'uso illusionistico della trasparenza, utilizzata non come elemento di oggettività e permeabilità, ma come superficie dell'informazione, di numerose e varie comunicazioni; non più luogo di razionalità e obiettività, ma spazio del molteplice e della relatività.

d. La grande attenzione posta non tanto sul progetto architettonico finito, realizzato, ma sul processo che lo ha generato. E' la prima volta che si pone l'accento sul carattere processuale metodologico dell'architettura.
e. L'uso di materiali rurali e gretti all'interno della città delle reti, dello sviluppo, della comunicazione.

Architettura e modernità Parte 5 - Domanda 1

Qual'è il tema architettonico trainante della casa di Riva San Vitale, realizzata da Mario Botta nel 1973?

a. La rottura della scatola in grandi lastre piane orizzontali.

b. La dialettica tra il geometrismo delle forme dell'edificato e le forme libere, ispirate a quelle della natura, dei piani e degli elementi che articolano lo spazio.

c. La dialettica tra il contenitore e il contenuto, che si manifesta in modo dinamico attraverso il confronto di un contenitore stereometrico e puro, ed un contenuto fatto invece dall'articolazione dei diversi livelli e degli spazi.

d. Il ritorno dell'archittura ad un carattere rurale che si contrapponga alla società sempre più elettronica e multicomunicativa degli anni settanta.
e. L'apporto di tecnologie energeticamente sostenibili alla composizione architettonica, come principio ispiratore dei futuri studi bioclimatici sull'architettura.