lunedì 16 aprile 2012

Architettura e modernità Parte 7 - Domanda 3

A cosa si riferisce il termine "decostruttivismo"?

a. Al totale rifiuto delle ricerche delle avanguardie del primo Novecento, tra le quale il Costruttivismo russo viene preso come esempio negativo per antonomasia e condannato per le sue logiche assemblatorie ed il suo stretto legame con il mondo industriale e meccanizzato.

b. All'intenzione di de-costruire l'architettura, nel senso di pensare a progetti meno impattanti sul paesaggio e quindi meno costruiti, nel tentativo di raggiungere l'obiettivo di un'architettura a "volume-zero".

c. Alla decostruzione del filosofo Derrida che cambia il modo di vedere un "testo" da un insieme di meccanismi rivolti verso sè stessi, ad un sistema aperto al cambiamento e a nuove regole interpretative. Così l'architettura decostruttivista, seppure giochi con l'ambiguità del contenere il "costruttivismo" all'interno del suo nome, ribalta i significati più tradizionali dell'architettura e li apre a nuove interpretazioni se non , addirittura, a nuovi contenuti.

d. All'intenzione di costituire un nuovo stile che de-costruisca i precedenti, nel senso che scardini quella pluralità di tematiche e metodologie messe a punto nei decenni appena trascorsi, nel tentativo di ricostruire un unico nuovo stile, un unico nuovo modo di procedere e quindi unicità di significati alle azioni progettuali.
 
e. Al rifiuto degli aspetti tettonici costruttivi dell'architettura che negli ultimi anni si stavano traducendo in una ricerca tecnologica che apriva sì molte possibilità espressive ma che distoglieva troppo l'attenzione dai contenuti dell'architettura, puntando i riflettori sui soli contenitori e sui meccanismi tecnico-meccanici che ne avevano permesso la realizzazione.

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