giovedì 7 giugno 2012


Resoconto sulla lecture del giorno 30_05_2012:
Dal micro al macro: mediare per rigenerare
Interazioni e variazioni di scala per Diller Scofidio+Renfro.
Confronto con il progetto Monte Mario Green Lab | Centro di ricerca per città sostenibili


martedì 29 maggio 2012

Dal micro al macro: mediare per rigenerare

what's new!!!
domani 30 maggio | ore 8:30 | La Sapienza - Facoltà di Architettura | aula F5 |lecture:
Dal micro al macro: mediare per rigenerare
Interazioni e variazioni di scala per Diller Scofidio+Renfro.
Confronto con il progetto Monte Mario Green Lab | Centro di ricerca per città sostenibili | 
Alessia Guerrieri.
  

martedì 8 maggio 2012

MicroMacroLandscape

what's new!!update in my research:
MicroMacro Landscape
La rigenerazione urbana di Diller Scofidio+Renfro
http://alguerrieri.blogspot.it/p/micromacrolandscape.html

Architettura e modernità Parte 8 - Domanda 1

Come viene intesa l'Information Technology dall'autore del testo?
a. Come strumento dell'effimero, come diversivo tanto sofisticato quanto inutile della società dei nostri giorni.

b. Come uno strumento, inteso nell'accezione epistemologica di Koyrè di "materializzazione dello spirito" e di condizione intellettuale tecnica e scientifica che può portare alla risoluzione di alcune situazioni di crisi, o meglio, alla loro trasformazione da crisi in valore.

c. Come uno strumento, inteso puramente come mezzo tecnico e fisico; come strumento meccanico tecnologico in grado di diffondere informazioni oggettive e assolute tramite canali altrettanto obiettivi e deterministici.

d. Come una vera e propria rivoluzione che finalmente libera l'uomo della schiavitù del suo intelletto e lo riduce a mero esecutore dei voleri di una società di sistemi informatici.
e. Come uno strumento di altissimo valore, portatore di una vera e propria rivoluzione in molti campi ma non e in nessun modo in quello dell'architettura.

Architettura e modernità Parte 8 - Domanda 2

Nel 1993 attraverso il grande contributo di Peter Eisenman, era stato pubblicato un fascicolo di "Architectural Design" curato da Greg Lynn. Il titolo era "Folding in Architecture"; l'ispirazione deriva da:

a. La facciata della Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale a Roma.

b. Un brano dei Pink Floyd intitolato "Comfortably Numb" tratto dall'album "The Wall".

c. Un brano di Gilles Deleuze e Felix Guattari tratto dal testo "Mille piani".

d. Un brano di Gilles Deleuze tratto dal testo "Leibniz, la piega e il Barocco".
e. Un attento studio sugli elementi naturali e su come questi si piegassero alla ricerca del sole durante il loro sviluppo.

lunedì 7 maggio 2012

Architettura e modernità Parte 8 - Domanda 3

Perchè in "Architettura e Modernità" si parla di Architettura-Infrastruttura e, nello specifico, perchè si parla di infrastruttura-radice?

a. Perchè le membrature atte a sostenere gli sforzi e i carichi degli edifici strutturali si liberano nello spazio in forme plastiche, di chiara derivazione arborea-naturalistica.

b. Perchè le infrastrutture, in fin dei conti, sono il seme della città contemporanea, il punto di partenza dello sviluppo urbano così come le radici sono il punto di inizio dello sviluppo naturale.

c. Perchè le infrastrutture, vivendo per intero la dimensione paesaggistica dell'architettura, si radicano al suolo e con esso instaurano un dialogo continuo.

d. Perchè le nuove tecnologie informatizzate permettono di realizzare infrastrutture capillari, in grado di servire facilmente un gran numero di luoghi, proprio come le radici di un grande albero.
e. Perchè il tema dell'eccessiva occupazione del suolo è diventato fondamentale a tal punto da suggerire che le infrastrutture si realizzino all'interno del sottosuolo.

Architettura e modernità Parte 8 - Domanda 4

In che cosa consiste il processo "skin-in" di Frank Gehry?:

a.  E' un metodo di "messa a nudo" dell'architettura attraverso il rifiuto di qualunque tipo di trattamento sulla pelle dell'edificio.

b. E' un software informatico per il calcolo strutturale

c. E' un metodo che prevede lo sviluppo di un progetto di architettura a partire dalla sua struttura e poi proseguendo via via verso l'esterno, fino a definire gli involucri.

d. E' un processo per cui l'architettura deriva prima dalla formazione della pelle, poi dalle orditure secondarie, poi, solo in fine, alla struttura fisica e spaziale dell'edificio.
e. E' un processo con il quale la pelle dell'edificio si struttura come un vesito, un tessuto attorno alla struttura.

Architettura e modernità Parte 8 - Domanda 5

Il progetto "Blur" di Diller&Scofidio, realizzato per l'Expo del 2002 in Svizzera consiste in:

a. Un volume a forma di nuvola che viaggia sospeso in una teca di vetro

b. Una piattaforma ovale il cui volume viene descritto dalla quantità di acqua nebulizzata spruzzata da appositi ugelli.

c. Un'installazione di una nuvola di tessuto al di sopra di un padiglione di stampo tradizionale.

d. Un parco lineare lungo una ferrovia dismessa, della lunghezza di 4km.
e. Un'installazione delle diverse applicazioni del comando "Blur" di Photoshop in architettura.

sabato 5 maggio 2012

Architettura e modernità Parte 6 - Domanda 1

Se Peter Eisenman utilizza il concetto di "palinsesto" come chiave di lettura del contesto, se Frank Gehry sceglie di identificare il contesto negli spazi residuali delle periferie urbanizzate, Zaha Hadid:

a. Rielabora il concetto di contesto riprendendo il tema del rapporto sfondo-figura: il progetto è una figura che si staglia su uno sfondo neutrale e indifferente.

b. Utilizza il concetto di "blurring" per fare muovere e sfocare le sue figure fino a confonderle col contesto a cui chiedono così di appartenere.

c. Continua la tradizione del post-modern incentrando il rapporto con il contesto nel rapporto con la storia, intensa come patrimonio di elementi formali da cui attingere per la composizione architettonica.

d. Identifica il contesto con il contesto culturale e sociale di un luogo, alla ricerca di una rinnovata "Architettura della Partecipazione"
e. Interpreta il contesto come una "tessitura" di segni in grado di combinare contesto e paesaggio secondo una modalità prima grafica e astratta, poi basata su una reti di relazioni tanto concettuali quanto fisiche instaurate tra il progetto ed il luogo in cui si trova.

Architettura e modernità Parte 6 - Domanda 2

Qual'è il legame, la connessione tra Franco Purini e Giovanbattista Piranesi?


a. Purini scrive un testo articolato in capitoli, in cui ogni capitolo porta come titolo il nome di una tavola delle Carceri di Piranesi.

b. Piranesi è il referente grafico della composizione del disegno di Franco Purini il quale ne riprende la carica visionaria, il senso di vertigine, il misurarsi con il rudere e con l'archeologia romana.

c. Purini è colui che ha riscoperto Piranesi e lo ha fatto conoscere al grande pubblico, dopo secoli in cui era stato un personaggio ignorato da tutta la critica e da tutto il mondo artistico.

d. Purini, come Piranesi, si lancia in vedute visionarie e utopiche, accelerate e vorticose ma non si misura mai con la realtà dell'architettura progettata e costruita. Come Piranesi realizza solamente disegni, incisioni e teorie ma mai alcun edificio.
e. Purini è un diretto discendente della famiglia di Piranesi.

Architettura e modernità Parte 6 - Domanda 3

Oltre a Paolo Portoghesi e Franco Purini, un'altra figura incarna le tematiche vive nel dibattito culturale romano degli anni ottanta: Alessandro Anselmi. All'interno di quale gruppo ha lavorato questo architetto?

a. Nel Team X

b. Nel gruppo Metamorph

c. Nel Grau

d. Archizoom
e. Archigram

Architettura e modernità Parte 6 - Domanda 4

Il 1978 è caratterizzato da un importante evento chiamato "Roma Interrotta". In che cosa consisteva?

a. Nella sistemazione dell'asse dei Fori Imperiali, interrompendo la continuità della Roma antica.

b. In una mostra a cui vennero invitati 12 architetti contemporanei, a cui fu affidato un settore ciascuno della pianta del Nolli da rileggere e reinterpretare.

c. In una manifestazione studentesca organizzata per commemorare i dieci anni dalla Battaglia di Valle Giulia del '68.

d. In un evento culturale in cui ogni tipo di artista era chiamato a proporre una propria visione di Roma, città antica.
 
e. In una mostra al Moma di New York, curata da Philip Johnson.

Architettura e modernità Parte 6 - Domanda 5

Il tema del contesto è stato fondamentale nello sviluppo della Berlino degli anni ottanta; particolare merito va all'operato dell'IBA che pone come tema di ricerca: 

a. Lo studio dell'attacco al cielo degli edifici.

b. Il rapporto tra struttura e parete.

c. Il rapporto tra forma e funzione.

d. Il rapporto tra l'architettura e lo spazio pubblico, spesso affrontato attraverso la ridefinizione del blocco perimetrale.
 
e. Il rapporto tra l'architettura e le altre discipline.

lunedì 16 aprile 2012

Architettura e modernità Parte 7 - Domanda 1

La lettura urbana di Rem Koolhaas getta le basi su un quadro discontinuo composto da alcune delle ricerche già portate avanti negli anni precedenti. Quali?

a. Sull'urbanistica di Le Corbusier, su L'architettura della città di Aldo Rossi e sugli studi sulle città romane.

b. Sull'esperienza di Constant, dell'architettura radicale e di Robert Venturi.

c. Sulla Broadacre City di Wright e sugli studi sulle città diffuse sul territorio.

d. Sull'esperienza delle città giardino inglesi e sui principi di un disporre gli edifici delle città con l'orientamento ottimale.
 
e. Sull'esperienza degli architetti ingegneri, del coevo Calatrava e sullo studio dell'espressionismo tedesco.

Architettura e modernità Parte 7 - Domanda 3

A cosa si riferisce il termine "decostruttivismo"?

a. Al totale rifiuto delle ricerche delle avanguardie del primo Novecento, tra le quale il Costruttivismo russo viene preso come esempio negativo per antonomasia e condannato per le sue logiche assemblatorie ed il suo stretto legame con il mondo industriale e meccanizzato.

b. All'intenzione di de-costruire l'architettura, nel senso di pensare a progetti meno impattanti sul paesaggio e quindi meno costruiti, nel tentativo di raggiungere l'obiettivo di un'architettura a "volume-zero".

c. Alla decostruzione del filosofo Derrida che cambia il modo di vedere un "testo" da un insieme di meccanismi rivolti verso sè stessi, ad un sistema aperto al cambiamento e a nuove regole interpretative. Così l'architettura decostruttivista, seppure giochi con l'ambiguità del contenere il "costruttivismo" all'interno del suo nome, ribalta i significati più tradizionali dell'architettura e li apre a nuove interpretazioni se non , addirittura, a nuovi contenuti.

d. All'intenzione di costituire un nuovo stile che de-costruisca i precedenti, nel senso che scardini quella pluralità di tematiche e metodologie messe a punto nei decenni appena trascorsi, nel tentativo di ricostruire un unico nuovo stile, un unico nuovo modo di procedere e quindi unicità di significati alle azioni progettuali.
 
e. Al rifiuto degli aspetti tettonici costruttivi dell'architettura che negli ultimi anni si stavano traducendo in una ricerca tecnologica che apriva sì molte possibilità espressive ma che distoglieva troppo l'attenzione dai contenuti dell'architettura, puntando i riflettori sui soli contenitori e sui meccanismi tecnico-meccanici che ne avevano permesso la realizzazione.

Architettura e modernità Parte 7 - Domanda 4

Su cosa è incentrata la ricerca di Herozg e De Meuron e quali sono le strategie progettuali che gli consentono di perseguirla?

a. Sull'involucro: sulla superficie esterna dell'edificio come racconto della storia di un edificio e del suo contesto, come palinsesto degli strati e dei sostrati che la compongono. Per esaltare questa componente gli architetti si concentrano sulla progettazione di elementi scatolari, geometricamente definiti, in cui la disaggregazione e scomposizione è ridotta ai minimi termini, se non addirittura azzerata per lasciare spazio alla lettura della pelle esterna.

b. Sull'involucro inteso come una pelle umana che respira e che, quindi, deve fare in modo che l'edificio viva di vita propria senza l'ausilio di apparecchiature impiantistiche che provvedano al suo fabbisogno. Per conseguire questo fine, gli architetti indagano le possibilità della progettazione bioclimatica come linea guida delle scelte di carattere compositivo-architettonico, al fine di ottenere un edificio che respiri da solo.

c. Sulla copertura: la loro ricerca si concentra sul tema del tetto come elemento di riparo e protezione dell'uomo, e quindi sul carattere domestico dello spazio architettonico che deve rassicurare, essere riconoscibile e circoscritto.

d. Sull'involuvro inteso come strumento chiave della dialettica tra contenuto e contenitore. Il contenitore diviene una sovrastruttura indipendente dal luogo, dal programma, dal contenuto nel senso più vasto; questa indipendenza è una dichiarata volontà di ambiguità e negazione del rapporto forma-funzione, ottenuta attraverso una forte cesura tra l'involuvro e l'edificio che, spesso, rischia di prendere forma attraverso un puro decorativismo.
 
e. Sulla copertura: il campo di indagine di Herzog e De Meuron si concentra su quale sia il rapporto tra la copertura di un edificio e la copertura del suolo, che sia pavimentata, verde, incolta etc. L'indagine sulla relazione continua tra suolo e architettura si traduce nella progettazione di superfici continue che servono prima da vassoio per gli spazi pubblici a terra, poi da tetto per gli spazi pubblici all'interno dell'edificio stesso.

Architettura e modernità Parte 7 - Domanda 5

Qual'è il tema nuovo che la Fondazione Cartier, realizzata da Jean Nouvel a Parigi, pone sul tavolo del dibattito architettonico di quegli anni?

a. La progettazione assistita dall'informatica: come il computer ed i software di modellazione possano guidare l'architetto nella genesi della forma architettonica, al fine di ottenere risultati linguisticamente inediti ed inaspettati.

b. L'uso dell'impiantistica a vista, non più come aspetto estraneo all'architettura, e per questo da nascondere.

c. L'uso illusionistico della trasparenza, utilizzata non come elemento di oggettività e permeabilità, ma come superficie dell'informazione, di numerose e varie comunicazioni; non più luogo di razionalità e obiettività, ma spazio del molteplice e della relatività.

d. La grande attenzione posta non tanto sul progetto architettonico finito, realizzato, ma sul processo che lo ha generato. E' la prima volta che si pone l'accento sul carattere processuale metodologico dell'architettura.
e. L'uso di materiali rurali e gretti all'interno della città delle reti, dello sviluppo, della comunicazione.

Architettura e modernità Parte 5 - Domanda 1

Qual'è il tema architettonico trainante della casa di Riva San Vitale, realizzata da Mario Botta nel 1973?

a. La rottura della scatola in grandi lastre piane orizzontali.

b. La dialettica tra il geometrismo delle forme dell'edificato e le forme libere, ispirate a quelle della natura, dei piani e degli elementi che articolano lo spazio.

c. La dialettica tra il contenitore e il contenuto, che si manifesta in modo dinamico attraverso il confronto di un contenitore stereometrico e puro, ed un contenuto fatto invece dall'articolazione dei diversi livelli e degli spazi.

d. Il ritorno dell'archittura ad un carattere rurale che si contrapponga alla società sempre più elettronica e multicomunicativa degli anni settanta.
e. L'apporto di tecnologie energeticamente sostenibili alla composizione architettonica, come principio ispiratore dei futuri studi bioclimatici sull'architettura.

lunedì 26 marzo 2012


Architettura e modernità Parte 5 - Domanda 2

Qual'è il campo di ricerca di Takis Zenatos?

a. Il ritorno dell'architettura ai materiali rurali e non lavorati.

b. L'impatto dell'elettronica nella città e nell'architettura.

c. Il riuso di materiali di scarto di altre produzioni.

d. L'impatto storiografico della seconda guerra mondiale sull'architettura

e. L'architettura della partecipazione.

Architettura e modernità Parte 5 - Domanda 3

Il tema della memoria, all'interno della posizione "post-moderna" dell'architettura:

a. Si articola tramite un estremo rifiuto della figurazione ed un forte accento sui processi di astrazione dell'architettura da forme riconoscibili.

b. Si articola attraverso una forte analisi e consapevolezza dei luoghi di intervento, interpretati e rispettati attraverso interventi che parlano sottovoce, che si mimetizzano col contesto riprendendo i profili del paesaggio naturale o di quello urbano in cui si collocano.

c. Si articola mediante la ricerca di significati popolari e riconoscibili attraverso forme radicate nelle consuetudini, dalla grande forza figurativa.

d. Si articola tramite un rifiuto delle forme e dei valori della storia. L'architettura classica viene completamente negata; il Movimento Moderno viene rifondato come nuova architettura classica.

e. Si articola mediante la ricerca di significati nuovi e nascosti tra i meandri della storia. Valori inediti e forme sotterrate da secoli di storia riprendono la luce con un movimento di carattere elitario e anti popolare.

Architettura e modernità Parte 5 - Domanda 4

Negli anni 60-70 nei paesi scandinavi si inizia a sviluppare una linea di ricerca, di cui l'intervento di Jystrup di Vandkunsten fu portatorem, che fu provvisoriamente sospesa per poi tornare a essere protagonista ai giorni d'oggi. Di cosa si tratta?

a. L'architettura bioclimatica

b. Il Cohousing

c. L'architettura mobile

d. L'ingegneria-architettura

e. L'action painting

Architettura e modernità Parte 5 - Domanda 5

L'architettura, secondo Eisenman:

a. Si struttura sempre secondo sette invarianti: elenco delle funzioni, asimettria e dissonanza, tridimensionalità antiprospettica, scomposizione quadrimensionale, strutture in aggetto, spazialità vive e fluide, continuità tra interno ed esterno.

b. Si struttura attorno ai temi dell'autocostruzione, del tessuto, dell'adattabilità e della partecipazione.

c. Deve continuare ad essere radicata attorno alle esigenze dell'uomo in un processo analogo a quello rinascimentale per cui l'uomo è causa e ragione. La riflessione sull'architettura e l'arte partono dall'uomo.

d. E' un testo per rappresentare la struttura formale di una narrazione. Non è netto risultato di posizioni antropocentriche e neanche un veicolo ideologico o sociale. Non è l'uomo a essere centrale per un'opera ma i processi linguistico sintattici che presiedevano il progetto. 

e. E' mimesi della natura.

lunedì 19 marzo 2012


Architettura e modernità Parte 4 - Domanda 1

I sei architetti del gruppo Archigram presentano la loro visione del mondo utilizzando delle tecniche quantomai innovative. Quali sono?

a. Utilizzano gli "strumenti del comunicare" come  la pubblicità, il cinema, il fumetto nel tentativo di rappresentare quel collage che è espressione della molteplicità di situazioni della società contemporanea.

b. Utilizzano gli strumenti di comunicazione più tradizionali, quali la radio e la parola scritta, per accentuare il contrasto tra l'anzianità del tramite e l'innovazione del contenuto, di quella loro rinnovata visione della società contemporanea.

c. Utilizzano la nascente televisione per diffondere spot pubblicitari che divulghino le immagini del loro mondo, in accordo con gli enti turistici inglesi per la promozione di Blackpool.

d.Utilizzano i nuovi mezzi di comunicazione per promuovere messaggi storicisti e retrospettivi, intenzionati a diffondere l'idea un recupero del passato attraverso gli strumenti del presente.

e. Utilizzano gli strumenti di comunicazione più consolidati, quali la radio e il telefono.

Architettura e modernità Parte 4 - Domanda 2

Quale atteggiamento caratterizza il pensiero degli architetti degli anni sessanta, o meglio, come si collocano rispetto al più generale panorama delle possibilità architettoniche che si vanno moltiplicando in quegli anni?

a. Un atteggiamento profondamente conservatore, frutto della disillusione maturata a seguito dei fallimenti delle teorie di quella corrente tanto innovativa che fu il Movimento Moderno

b. Un atteggiamento "totalizzante" che vede l'architettura come il risultato dell'azione di tutte le forze sinergiche che posso essere messe in campo al fine di realizzare delle nuove "opere d'arte totale" e che porterà ogni architetto all'attenzione maniacale per qualunque dettaglio e chiave di lettura che concorra alla formazione di un linguaggio.

c. Un atteggiamento "esclusivista" che porta ogni architetto a occuparsi solo di ciò che gli compete, che spinge i progettisti a restringere il campo e parzializzare la sua ricerca, concentrandola verso qualcosa di specifico, quindi verso un unico tema.

d. Un atteggiamento estremamente distruttivo nei confronti di ciò che è stato il moderni. I fenomeni degli anni sessanta si configurano come un rinascimento dal periodo buio del movimento moderno: si pongono l'obiettivo di s-macchinizzare l'architettura riportandola a rapporti più umani con la natura, stilando delle regole fisse che dettino le proporzioni tra le parti e dei riferimenti linguistici.

e. Un atteggiamento nostalgico nei confronti del passato. I progettisti vedono il terreno e devastato dalla guerra e, piuttosto che utilizzarlo come punto di ripartenza per una nuove fase di ricostruzione e implementazione delle risorse e delle possibilità, si concentrano a rivolgere un occhio malinconico verso l'operato del movimento moderno, constatando l'impossibilità di poter raccogliere i frutti di quell'esperienza.


Architettura e modernità Parte 4 - Domanda 3

Nel progetto Halen di Atelier 5, il rapporto tra gli spazi aperti collettivi e gli spazi aperti privati è determinato da:

a. La dialettica tra spazi pubblici e spazi privati che vengono contrassegnati con materiali differenti per palesare la loro funzione sociale: le aree collettive vengono situate in grandi aree verdi mentre quelle private sono delle zone lastricate che segnano il confine duro e netto tra la natura e il costruito. 

b. Un ribaltamento dei normali rapporti tra aree verdi e aree lastricate: lo spazio collettivo torna a essere in gran parte pavimentato, quasi a citare il modello di piazza medievale, mentre la cura dell'elemento naturale è lasciata alle pertinenze private che diventano delle vere e proprie soglie verdi tra lo spazio comune e quello dell'abitazione.

c. Una relazione di omogeneità, dovuta all'indifferenziato trattamento che viene assegnato a entrambi i tipi di spazio. Sia le aree collettive che quelle private sono elementi allo stesso modo appartenenti alla natura, dei veri e propri vassoi verdi sui quali gli edifici, elementi della costruzione, vengono posati come figure su uno sfondo.

d. Il rapporto tra gli spazi serviti e quelli serventi all'interno dell'edificio. Lo stesso tipo di relazione e proporzione deve essere matematicamente riportato nella proporzione tra le aree aperte private e quelle collettive.

e. Una serie di ricerche che prendono le mosse dal funzionalismo e mettono a punto un modello di città ancora più macchinista di quello del movimento moderno.

Architettura e modernità Parte 4 - Domanda 4

Di quale strumento innovativo si avvale Kevin Lynch per individuare le cinque categorie della città di cui scrive nel 1959 ne "L'immagine della città"?

a. La stesura di una corrispondenza epistolare con gli architetti del Team X. 

b. Il dibattito durante il CIAM

c. L'intervista

d. La dialettica regola/variazione, derivata dai principi della filosofia dello Strutturalismo

e. Il televoto

Architettura e modernità Parte 4 - Domanda 5


Le case basse di Sauer, realizzate a Society Hill, Philadelphia, negli anni 60, organizzano un vero e proprio tessuto all'interno del quartiere che è il risultato di:

a. Il desiderio dell'amministrazione di sfruttare la strategia del low rise-high density per realizzare lottizzazione a densità fondiaria sempre minore.

b. La volontà di avere un segno forte e riconoscibile, ovvero quello di un margine più compatto lungo le strade preesistenti, la cui articolazione sia indifferente alle attività che si svolgono lungo quelle direttrici e includa al suo interno un mondo fatto di soli spazi individuali, dove non è lasciato respiro a nessun tipo di attività o luogo collettivo.

c. La volontà del progettista di mantenere la struttura urbana preesistente, imponendo ai propri edifici di seguire costantemente il margine del lotto, definendo un vero e proprio recinto che contenesse al suo interno un mondo di situazioni completamente slegate dall'esterno, sia funzionalmente, sia socialmente, sia formalmente

d. L'intenzione di mantenere la struttura urbana preesistente che fa sì che i diversi scenari dei percorsi pedonali e collettivi trovino luogo all'interno del lotto, dove variazione spaziale degli spazi aperti si configura grazie alla ripetizione del singolo modulo a L, che definisce così dei piccoli ambiti verdi, degli spazi di soglia tra le aree collettive e quelle private.

e. L'intenzione di negare la strategia del low rise-high density per proseguire nella concezione del mito macchinista

lunedì 12 marzo 2012

Architettura e modernità Parte 3b - Domanda 1

L'architettura di Louis Kahn rappresenta un nodo fondamentale nella storia dell'architettura del Novecento. 
Eero Saarinen, autore dell'Auditorium Kresge a Cambridge, come del Terminal della TWA all'aeroporto JFK di New York, fu membro della giuria di un importante concorso internazionale:

a. Il concorso per il Centre Georges Pompidou, a Parigi, nel 1971.

b. Il concorso per la Stazione di Santa Maria Novella, a Firenze, nel 1932.

c. Il concorso per il Monumento ai Martiri delle Fosse Ardeatine, a Roma, nel 1944.

d. Il concorso per la Sidney Opera House, a Sydney, nel 1956.

e. Il concorso per il Chicago Tribune, a Chicago, nel 1922.

Architettura e modernità Parte 3b - Domanda 2

La Cappella di Ronchamp di Le Corbusier:

a. E' la conferma del fatto che la ricerca architettonica di Le Corbusier, dagli anni Venti agli anni Cinquanta, è rimasta assolutamente immutata.

b. E' la prova del fatto che la ricerca architettonica di Le Corbusier, dagli anni Venti agli anni Cinquanta,
 ha subito delle evoluzioni e dei ripensamenti, ma non ha mai rinunciato alla realizzazione dei "cinque punti".

c. E' la conferma del fatto che anche grandi maestri come Le Corbusier possano attraversare una fase "eclettica".

d. E' la prova del fatto che L'unità di abitazione di Marsiglia è un importante punto di svolta della ricerca di Le Corbusier, in quanto segna l'inizio del percorso brutalista dell'autore, che, nella Cappella di Ronchamp, opera un semplice esercizio di stile per provare all'Europa che il brutalismo era il nuovo linguaggio dell'architettura contemporanea.

e. E' il simbolo dell'azzeramento e della capacità di ricominciare di Le Corbusier, che riesce ad allontanarsi dalle sue teorie degli anni Venti, tra cui i famosi "cinque punti", formulando una nuova architettura, non asettica come una macchina ma espressiva e carica di significato.

Architettura e modernità Parte 3b - Domanda 3

L'architettura di Louis Kahn rappresenta un nodo fondamentale nella storia dell'architettura del Novecento. 
Quali furono gli effetti che i suoi edifici e le sue teorie avranno nei decenni successivi?

a. Un avvicinamento dell'architettura al suo aspetto costruttivo-strutturale che, tra l'altro, aiuterà quel processo di scioglimento del nesso forma-funzione, risolvendolo in favore della forma, in un processo che lascerà architetti e ingegneri liberi di cimentarsi nella realizzazione di strutture di grande forza plastica, libere dai paradigmi funzionali che erano stati lasciati dal Movimento Moderno.

b. La diffusione in Europa degli ideali americani, già citati dalle architetture di Wright, e la rivalutazione dello stesso Wright oltreoceano.

c. Un avvicinamento dell'architettura ad altre discipline come la musica, la poesia, la letteratura, in sinergia con le quali i nuovi edifici saranno in grado di portare avanti nel mondo i valori degli USA durante la Guerra Fredda, in contrapposizione a quelli promossi dal Blocco Sovietico.
d. Un allontanamento dell'a ricerca architettonica dalle tematiche strutturali e impiantistiche, in luogo di un ritorno ai caratteri di un'architettura primitiva, brutale, etica; allontanamento che innesca un processo che porterà architetti e ingegneri a cimentarsi nella realizzazione di strutture per lo più lignee, libere dai condizionamenti delle tecnologie del ferro e del cemento armato; costruzioni che cercano così di liberarsi dalla pesante eredità dell'Età della Macchina e del Movimento Moderno.

e. La diffusione in Europa del rinnovato valore della storia, visto come l'elemento ispiratore che porterà ingegneri e architetti dei decenni successivi a cimentarsi nel tentativo di ricreare i sistemi strutturali più innovativi del mondo classico, nelle loro dimensioni e tecnologie originarie . 

Architettura e modernità Parte 3b - Domanda 4

Di quale paese è originario Louis Kahn?

a. Negli Stati Uniti di America

b. In Germania

c. In Inghilterra
d. In Canada
e. In Estonia

Architettura e modernità Parte 3b - Domanda 5

Con il soggiorno di un anno presso l'Accademia americana a Roma, Louis Kahn ha l'occasione, negli anni Cinquanta, di viaggiare per il Mediterraneo e conoscere le culture dell'antichità. Di ritorno da questa esperienza, la ricerca architettonica di Kahn sembra prendere nuove direzioni fino a poterla definire:

a. Profondamente formalista in quanto riprende le forme della tradizione classica studiate nel Mediterraneo e le ripropone nel contesto americano slegandole da qualunque sia il loro contenuto o la loro funzione, al solo fine di farle reagire con l'osservatore, con intento di rottura rispetto al funzionalismo che Gropius aveva portato negli Stati Uniti.

b. Estremamente funzionalista poichè la "form"è l'unico elemento che può incarnare quello spirito della collettività tanto forte nell' agorà greca come nel foro romano, a prescindere dalla funzione vera e propria che l'edificio è chiamato a svolgere. Non importa se uno spazio sia servente o servito, se gli impianti o la struttura o i dispositivi di un'architettura siano integrati o meno, l'unica compito dell'architettura è recuperare le forme del passato e combinarle insieme per rafforzarne il significato evocativo.

c. Assolutamente formalista poichè la forma segue il significato e il significato è la funzione, nel senso più aulico e simbolico del termine, non nell'astratta accezione del Movimento Moderno; la funzione è il significato e il significato è l'istituzione.
d. Profondamente funzionalista poichè la forma segue la funzione, nel senso che la funzione dell'architettura è quella di raccontare le forme della storia. Quegli elementi geometrici derivati dal passato diventano, in realtà, la funzione stessa dell'architettura, intesa come un costante omaggio agli elementi della tradizione, nel loro significato storico di testimonianza e mai con accezioni di carattere sociale.

e. Profondamente funzionalista nel senso che la forma è solo ed esclusivamente generata dalla funzione nel senso più utilitaristico del termine. Gli edifici sono generati solo dalla loro distribuzione interna che prende forma nel modo più razionale possibile tra le astratte griglie strutturali che fanno solo da scheletro costruttivo all'architettura, senza interagire con la sua essenza.